Fin dalla metà degli anni cinquanta
il lavoro artistico di Attilio Pierelli si è strutturato
come ricerca spaziale. L'acciaio inox è diventato il suo
materiale preferito. Gran parte del suo lavoro è, oggi,
raccolto nel Museo delle Sculture Iperspaziali, voluto e
realizzato dall'artista nel 1991 a Bomarzo. Per realizzarlo
ha acquistato un edificio industriale in disuso, ex tabacchificio
e prima ancora laboratorio artigianale di ceramica. Lo scultore
lo ha ristrutturato, mantenendo inalterato il suo valore
di patrimonio storico e in rapporto con lo spazio circostante.
Bomarzo storicamente è un paese legato alla famiglia Orsini,
famoso per il suo Parco dei Mostri, che, tutt'oggi restituisce
all'ambiente circostante un'atmosfera incantata. Il Museo
si specchia e al tempo stesso rispecchia il Parco, dando
continuità storica alla tradizione del posto. Nella proposta
di Pierelli le opere seguono il percorso della sua stessa
ricerca. Il Museo appare e si pone come mappa conoscitiva,
in senso temporale e in senso spaziale perché la ricerca
si appunta proprio sul significato simbolico dello spazio.
Il Museo delle Sculture Iperspaziali non é solamente una
raccolta di opere dell'artista, ma, è, esso stesso, vera
e propria opera.
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