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PONTORMO
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La
Storia:
Nella Firenze dei Medici, Pontormo, uomo fantastico
e solitario, da undici anni è impegnato alla realizzazione
di un affresco per il Coro di San Lorenzo, commissionatogli
dal Granduca Cosimo I.
Il lavoro, realizzato anche grazie all'aiuto del Bronzino,
di Battista Naldini e di Anselmo, viene registrato in
un diario insieme alle spese di realizzazione, alle
cene con Bronzino e ad attente osservazioni su ciò che
mangia e sulla propria salute. Il Granduca Cosimo I
alle insistenti richieste di vedere gli affreschi si
vede opporre continui rifiuti: Pontormo non permette
a nessuno di vedere come procede l'opera fino a compimento.
Intanto l'incontro all'arazzeria medicea con Anna, a
cui è stata mutilata la lingua in tempo di guerra, ispirerà
Pontormo per la realizzazione di Eva; il volto sofferente
della donna somiglia stranamente alla figura femminile
che ha sempre dipinto. L' inquisitore convoca Pontormo
per poter vedere gli affreschi in quanto sembrano non
corrispondere ai principi della vera fede, ma ancora
una volta il pittore si rifiuta di mostrarli... |
I Personaggi:
PONTORMO: (Joe Mantegna)
Pontormo, pittore toscano del '500, è il protagonista
del film.
La storia infatti si svolge durante i due anni in cui
il pittore tiene un diario nel quale annota impressioni,
vita quotidiana e gli appunti sulla lavorazione del
grande affresco che sta realizzando nel coro di San
Lorenzo...
ANNA: (Galatea Ranzi) La
protagonista femminile del film. E' una tessitrice muta:
ha subito la mutilazione della lingua durante una guerra.
Ha con sè un bambino abbandonato da commedianti arrestati
dall'inquisitore... Anna assomiglia moltissimo alle
figure femminili che il Pontormo ha sempre dipinto:
dal loro incontro nascerà un'intesa che sarà fonte di
nuova ispirazione per il pittore...
BRONZINO: (Massimo Wertmuller) Assistente ed
amico fidato del pittore: infatti il Pontormo, timoroso
di non riuscire a terminare la sua serie di affreschi,
gli affida l'eredità della sua opera...
COSIMO I: (Alberto Bognanni) E'
il granduca di Firenze che ha commissionato il ciclo
di affreschi per il coro San Lorenzo in risposta a quelli
della Cappella Sistina. Nonostante il Pontormo si rifiuti
di mostrare persino a lui la sua opera, prima che sia
terminata, egli continua ad avere fiducia nel pittore
ed interviene in favore di Anna pur di fargli proseguire
il lavoro.
L'INQUISITORE: (Laurent Terzieff)
E' la tipica figura minacciosa e irrazionale della caccia
alle streghe: egli trova oscena perfino la pittura della
Cappella Sistina, e non esita ad accusare Anna di stregoneria,
ma deve adeguarsi e rilasciarla, grazie alla testimonianza
del pittore che è protetto dal granduca.
BATTISTA NALDINI: (Giacinto Palmarini)
E' un giovane assistente di Pontormo nel lavoro al coro
di S. Lorenzo, anche se, però, nutre altre ambizioni.
ELEONORA: (Marta Bifano)
La moglie del Granduca Cosimo I , ha due amatissimi
levrieri, che vorrebbe fossero inseriti nel dipinto,
ma si vedrà restituire il denaro dal pittore, e rifiutare,
come per tutti gli altri, la vista dell'opera prima
che sia terminata. |
L'Intervista:
ooooooooooooooooooooooAlberto
Bognanni (Cosimo
I)
Alberto Bognanni, tu sei uno degli interpreti
del film "Pontormo", diretto da Giovanni Fago,
che uscirà nelle sale il prossimo autunno.
Il tuo ruolo è quello di Cosimo I De Medici.
Vuoi parlarci un pò del film e del tuo personaggio?
Sì, certo. Siamo intorno alla metà del Sedicesimo
secolo. In piena espansione rinascimentale.
Il film racconta gli ultimi anni di vita del
pittore Jacopo Carrucci, detto il Pontormo,
artista non tra i più ricordati del periodo,
ma primo e geniale esponente di quel movimento
pittorico che poi verrà chiamato "Manierismo".
Il Duca Cosimo I De Medici è appunto il suo
principale committente. Egli ha da subito col
pittore un rapporto molto particolare. Da un
lato c'è l'atteggiamento di chi esercita un
potere e pretende l'ultimazione dei lavori commissionati.
Dall'altro però c'è la costante ammirazione
per un artista sensibile e geniale che fa della
pittura la sua unica ragione di vita.
Nelle scene in cui i due si confrontano c'è
quindi sempre questa tensione emotiva che unisce
e al tempo stesso allontana le due figure.
A un certo punto, tra l'altro, il Duca si esporrà
anche politicamente per salvare Pontormo dalla
Santa Inquisizione.
Insomma un rapporto vero, forte, che solo due
uomini di grande spessore potrebbero avere.
Un personaggio quindi
non facile per te, Alberto.
Quale è stato il tuo percorso per interpretarlo
al meglio?
In effetti, come spesso succede per i personaggi
storici, il percorso non è stato molto semplice.
Innanzitutto mi sono ampiamente documentato.
Ho comprato una biografia di Cosimo I e me la
sono studiata, come se tornassi improvvisamente
a scuola. Dopodiché insieme al regista, Giovanni
Fago, abbiamo delineato i tratti principali
del personaggio e lavorato sulle singole scene
cercando di tirar fuori in quei pochi minuti
gli aspetti più forti e significativi del suo
rapporto col pittore.
Come se non bastasse
un altro ostacolo ti si è presentato nell'interpretazione
del personaggio, vero? Ce ne vuoi parlare?
Il film è stato recitato interamente in inglese.
Questo perché il protagonista era Joe Mantegna.
All'inizio pensavo fosse dura. Non ero molto
fiducioso sul fatto di dover interpretare un
personaggio così difficile in una lingua, che
anche se conosco, non è comunque la mia.
Ma poi devo dire che, grazie anche all'aiuto
di un coach davvero molto bravo, questa difficoltà
è venuta meno. Anche perché, paradossalmente,
ho concentrato ancor di più l'attenzione sui
contenuti del personaggio. E una volta imparata
bene la parte a memoria le intenzioni e gli
stati d'animo hanno avuto la meglio sulla lingua.
Almeno me lo auguro.
Inoltre devo onestamente dire che quando reciti
con attori come Joe Mantegna tutto diventa molto
più semplice.
Come ti sei trovato
a lavorare con una grande star americana?
Se dicessi bene sminuirei il significato
di questa parola. E' un grande professionista.
Un eccellente attore. Ed una persona amabilissima.
Cosa dire di più?
Allora sei contento
di questa tua partecipazione al film?
Naturalmente sì. E' stata davvero una gran
bella esperienza. E devo dire che difficilmente
ho incontrato set più tranquilli ed accoglienti
di questo. C'era un'armonia incredibile e quando
l'ultimo giorno son finite le riprese, l'aria
che si respirava era davvero triste.
Pensi che trarrai
vantaggi per la tua carriera da questo film?
Se intendi più lavoro per il futuro questo
non lo so proprio. Un vantaggio, ed è quello
per cui faccio questo mestiere, l'ho già avuto
ed è l'arricchimento professionale ed umano.
Io credo che un attore che scelga di fare questo
mestiere per passione, così come è successo
a me, da ogni esperienza lavorativa possa trarre
vantaggi, anche da quelle apparentemente meno
eccitanti. Se poi, come in questo caso, si riesce
a lavorare anche in condizioni di altissima
qualità ci si può solo guadagnare. Io spero
solo che il film sia visto dal grande pubblico,
perché tratta un argomento storicamente interessante
e artisticamente molto poetico.
Grazie per quanto
ci hai raccontato e buona fortuna per il tuo
futuro.
Grazie. Ciao a tutti.
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Alberto
Bognanni (Cosimo I) e Joe Mantegna (Pontormo)
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