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PITTURA
DI UN IMPERO
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Ercole
e Telefo, IV stile, 50-79 d.C. Affresco, 229 x 192 x 22,3
cm
Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Roma
- La pittura di un Impero 24 settembre 2009 - 17 gennaio
2010
Costo del biglietto: 10.00 euro
Luogo: Roma, Scuderie del Quirinale
Orario: da domenica a giovedì 10.00-20.00; venerdì
e sabato 10.00-22.30.
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della
chiusura.
Telefono: 06 39967500
Sito Web: www.scuderiequirinale.it
La "Roma. La Pittura di un Impero" vuole presentare
al pubblico un quadro complessivo del livello artistico
raggiunto dalla pittura romana in un periodo compreso
tra il II secolo a.C. e il IV secolo d.C., dalla formazione
dell'Impero con le conquiste dei regni greco-ellenistici
d'Oriente, dominati dai successori di Alessandro Magno,
fino al suo tramonto. Sono esibiti in mostra affreschi,
a volte intere pareti per offrire un'idea dei sistemi
compositivi, dipinti a tempera e ad encausto (cera
fusa), su tavola, su lino o su vetro. La perdita della
grande pittura greca nel suo complesso non deve essere
d'impedimento per conoscere ed apprezzare quanto di
meglio è stato prodotto in età romana; è anzi l'occasione
per esaminare più compiutamente le opere pittoriche
superstiti cercando di riflettere sulle continuità
formali. Era la pittura la forma artistica prediletta
dai greci, ancora più della scultura: eppure, di essa
si è preservato pochissimo. Del tutto perdute sono
le opere della grande pittura dei maestri greci (Polignoto,
Parrasio, Zeusi, Apelle), di un livello così alto
da essere apprezzate anche a Roma e pagate autentiche
fortune. Anche dei più famosi pittori romani si sono
salvate solo labili tracce. Di pochi di essi conosciamo
i nomi: Studius (o Ludius) esperto nella pittura di
paesaggi, e Fabullus (o Famulus), autore della decorazione
pittorica della Domus Aurea di Nerone. Malgrado ciò,
la ricca documentazione romana superstite, per lo
più a carattere decorativo, ma non priva di altissimi
picchi, ci permette di avere un quadro abbastanza
preciso sull'evoluzione dell'arte pittorica dalla
Grecia a Roma. Colori in tutte le loro sfumature,
ombre e luci, rapporto tra figura umana e paesaggio,
tecniche pittoriche che passano da una resa grafica
e precisa di tutti i dettagli ad una tecnica più veloce,
a "macchia" (detta anche "compendiaria"), capace di
raggiungere con poche e rapide pennellate un effetto
quasi "impressionistico" : sono i risultati finali
- i soli meglio conosciuti grazie alle scoperte di
Pompei, di Ercolano, di Stabia, di Roma stessa, e
dell'Egitto con i magnifici ritratti detti del Fayyum
- di una cultura artistica che si evolve nel tempo
senza soluzione di continuità, e senza perdere il
contatto con i grandi maestri del passato. Gli sfondi
delle pareti delle lussuose case romane erano spesso
monocromatici, con una predilezione per il bianco,
il giallo, l'azzurro, il nero ed il rosso. Il mondo
antico era un mondo a colori. Colori brillanti e accesi,
che risplendevano sulle pareti delle case, sulle facciate
delle tombe, all'interno dei templi e degli edifici
pubblici, persino sulle statue in marmo o bronzo.
Il mondo in calcare e marmi bianchi e lucenti che
noi immaginiamo pensando all'antichità non è mai esistito
realmente. Prevale nella decorazione delle case romane
la rappresentazione di un mondo di sogno. E' come
se ogni romano, a seconda delle sue ricchezze, tentasse
di riprodurre entro le sue residenze il lusso dei
palazzi dei principi d'Oriente, o meglio, delle dimore
degli dei. Paesaggi fantastici, costruiti utilizzando
"schemi tipo", cioè temi di repertorio mutuati dalla
tradizione greca e inseriti di volta in volta entro
nuovi contesti con un felice senso per originali contaminazioni;
nature morte che riproducono le vivande preferite
durante i banchetti dell'aristocrazia; scene mitologiche
tra le quali prevalgono figure aeree e prive di peso,
librate nell'aria e realizzate quasi nella stessa
serena essenza dell'aria: è questo ambiente fantastico
e irreale che finisce con il creare uno stile autenticamente
"romano", in quanto romane sono la committenza e l'ideologia
di fondo. Le opere esposte, provenienti da musei e
collezioni italiani ed europei, sono state suddivise
in sezioni in base a criteri tematici e cronologici.
Al primo piano, è prevalente un'ottica che privilegia
i contesti decorativi: si vedranno così intere grandi
pareti, con le loro decorazioni scandite da colonne,
pilastri, cariatidi. I singoli "quadri" tematici sono
qui visibili nel più ampio campo delle pareti entro
le quali erano inserite. Per la prima volta, sarà
possibile ammirare, fianco a fianco, le decorazioni
di due grandi ville databili alla prima età imperiale:
la Villa della Farnesina a Roma e la Villa di Boscotrecase,
presso Pompei, per la cui decorazione, non ingiustamente,
è stato avanzato il nome di Studius (o Ludius), il
grande pittore di paesaggi fantastici noto attraverso
il trattato di storia naturale di Plinio il Vecchio.
Al secondo piano, prevale invece una ottica strettamente
tematica, in cui i soggetti sono del tutto estrapolati
dai loro sistemi decorativi. Sarà possibile esaminare
con maggiore precisione scene mitologiche, paesaggi,
nature morte, scene di vita quotidiana, senza che
l'occhio sia condizionato dal sistema parietale entro
cui in origine tali frammenti erano inseriti. Chiude
l'esposizione la sezione interamente dedicata al repertorio
ritrattistico: sarà qui possibile ammirare l'altissimo
livello raggiunto in pittura dal ritratto romano,
e in alcuni casi, forse, ancora più che in scultura:
dai magnifici esemplari pompeiani, ai malinconici
ed espressivi volti su legno o lino del Fayyum, fino
ai superbi ritratti dorati su vetro di età tardo antica,
tra i più alti raggiungimenti dell'arte di età romana.
Circa 100 opere di eccezionale eleganza e raffinatezza
organizzate in cinque diverse sezioni, per ricostruire,
dunque, la complessità di una scuola figurativa da
cui deriva lo sviluppo dei generi pittorici moderni
a partire da Raffaello, solo per citare un esempio.
Tutti prestiti provenienti dai più importanti siti
archeologici e musei del mondo, tra cui il Louvre
di Parigi, il British Museum di Londra, i musei archeologici
di Monaco, Francoforte, Zurigo ma anche il Museo Archeologico
di Napoli, gli Scavi di Pompei, il Museo Nazionale
Romano, i Musei Vaticani e i Musei Capitolini di Roma,
musei famosi e molto frequentati in cui a volte, però,
le singole opere possono perdersi. Il valore della
mostra è infatti anche nel 'rivelare' pezzi magnifici
e famosi, mettendoli sotto una luce di interpretazione
del tutto nuova e allestite in una scenografia ideata
dal grande regista Luca Ronconi che torna, ancora
una volta, a curare l'allestimento di una grande mostra.
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Ritratto
femminile, fine età traianea, 110-130 d.C.
Tempera su tavola, 42,5 x 23 cm
Edimburgo, National Museums Scotland
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Ritratto
maschile, età adrianea Tavola stuccata, 37
x 21,2 x 0,2 cm
Monaco, Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek
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