LO SCHIACCIANOCI


Teatro Nazionale di Roma
Musica di Pëtr Il’ic Cajkovskij
prima rappresentazione Martedì, 15 Dicembre 2009 ore 20.30
repliche
Mercoledì, 16 Dicembre ore 11.00 (scuole)
Giovedì, 17 Dicembre ore 11.00 (scuole)
Venerdì, 18 Dicembre ore 11.00 (scuole)
Sabato, 19 Dicembre ore 18.00
Domenica, 20 Dicembre ore 16.30
Martedì, 22 Dicembre ore 20.30
Mercoledì, 23 Dicembre ore 20.30
Giovedì, 24 Dicembre ore 11.00
Domenica, 27 Dicembre ore 16.30
Martedì, 29 Dicembre ore 20.30
Mercoledì, 30 Dicembre ore 20.30
Giovedì, 31 Dicembre ore 18.00

Coreografia Luc Bouy
Scene e costumi Raimonda Gaetani
Drammaturgia e regia Beppe Menegatti
Trascrizione per due pianoforti Francesco Sodini
Disegno luci Patrizio Maggi
interpreti Babushka - Mère Gigogne Carla Fracci

CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo diretta da Paola Jorio
La versione originale, con la coreografia di Marius Petipa, è andata in scena per la prima volta nel 1892 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Attilia Radice e Guido Lauri sono stati i primi interpreti della versione di Boris Romanov nel maggio del 1953 al Teatro dell’Opera di Roma. Il balletto è stato poi eseguito dai complessi artistici e coreutici del Bol’šoj di Mosca nel 1970 con la coreografia di Jurij Grigorovic. Negli ultimi anni è l’appuntamento natalizio per il pubblico del teatro che nel 1995 ha conosciuto la coreografia di Fabrizio Monteverde e nel 1997 quella di Amedeo Amodio. La sua versione onirica sfrutta la multimedialità di grandi proiezioni e piccole immagini di teleschermo.

E con Natale giunse Lo Schiaccianoci. Quasi un rituale per bambini e ragazzi, anche quelli contemporanei, orientati, come sappiamo, verso generi assai meno soffici e consolanti delle fiabe. Eppure il balletto musicato da Cajkovskij, ispirato a un bellissimo (e sottilmente torbido) racconto di E. T. A. Hoffmann, e nato sulle scene a Pietroburgo nel 1892, viene rappresentato ogni anno, verso fine dicembre, nei grandi teatri del mondo. L´impianto scenografico dominato dall´emblema dell´albero natalizio, la spassosa invasione dei giocattoli animati, l´irrompere feroce dell´esercito topesco, il bizzarro schiaccianoci che si trasforma in un principe, l´incanto dei valzer ciaikoviskiani sospinti da incarnazioni di fiori e fiocchi di neve, l´avventura onirica e iniziatica della fanciulla Clara, viaggiante (come Alice) nei meandri di un sogno affollato da incontri fatati, amorevoli o mostruosi, sono tutte costanti di un archetipo che non tramonta. La versione in arrivo al Teatro dell´Opera dal 20 al 30 dicembre, con repliche già trionfalmente esaurite, reca la firma del coreografo Jean-Yves Lormeau e di Beppe Menegatti, che ha curato la nuova drammaturgia. Settemila biglietti sono stati venduti, e le richieste al botteghino sono svettate a quota ventiduemila. Partecipa allo spettacolo Carla Fracci come Grand Mère, «personaggio che in quest´allestimento di enorme successo - lo riprendiamo per la terza volta - assume una rilevanza di primo piano», spiega la ballerina. E segnala la ricchezza di questo suo ruolo fascinoso: «È una nonna che in gioventù, si evince dal balletto, è stata unita al vecchio Drosselmeyer - l´amico di famiglia che regala lo schiaccianoci a Clara - da un´affettuosa simpatia. Insieme a lui la Grand Mère, sognante, rivive quel loro tempo lontano, e danza in un passo a due che è per me gratificante al massimo». La Fracci, che è nonna davvero («ho due nipoti meravigliosi»), da giovane interpretò spesso la parte di Clara, anche con Nureyev, «che negli anni Settanta mi volle sulla scena della Scala sebbene avessi solo cinque giorni di prove per prepararmi, essendo tornata da poco a lavorare dopo aver avuto mio figlio. Ma Rudolf non volle sentir ragioni, e l´esito fu clamoroso e memorabile». Nello Schiaccianoci romano le étoile dell´Opera Laura Comi e Mario Marozzi si esibiranno il 20 e il 30 dicembre, mentre nelle repliche si alterneranno ospiti come Sarah Lane e Luis Ribagorda, Anastasia Lomachenkova e Giuseppe Picone, Laura Joffre e Jean Sebastien Colau. (Da Repubblica L. Bentivoglio)

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